caterpillar in azione gregorio continua a toelettare star corse in spiaggia  relax in giardino
Gregorio premurso con Star
giochi in giardino scaviamo una buca enorme gregorio toeletta star firma dei Tricolor Bear  

Donoratico e Torre del Lago 6-8 dicembre 2008

Ciao Mammissima, ciao Family,

per me quest’anno Babbo Natale è passato in anticipo, ma non aveva la slitta, bensì il camper! E con quello mi ha portato in Toscana a trovare i miei fratelloni.

Era un po’ che la mia famiglia mi diceva “vedrai Star che bella sorpresa ti stiamo preparando”, io non capivo, ma ero fiduciosa…quando mi dicono così è perché davvero c’è in serbo qualcosa di speciale.

Venerdì sera io, papà, mamma, Elisa e la mia zietta (la sorella della mamma) siamo partiti con il camper, un incrocio tra la macchina e una piccola casetta con le ruote…anche se era la prima volta che lo usavamo io non ho avuto paura perché papà mi aveva già portato per abituarmi, così mi sono preparata ad affrontare la nuova avventura.

Solo che il tempo e i km passavano ed era già sabato tarda mattinata quando ci siamo fermati a fare la spesa e della tanto decantata sorpresa ancora nulla. Mentre con papà aspettavo mamma e zia che erano entrate in un negozio, stavo pensando “vabbè, tanto per me l’importante è stare con la mia famiglia”, quando dal negozio vedo venirci incontro una signora “ehi, ma la conosco, è Loretta, la mamma di mio fratello Gregorio!!! Fantastico questo negozio dove vendono i parenti Tricolor, devo dire che ci veniamo più spesso!!!” . Loretta mi ha fatto tante coccole e ho sentito che si accordava con papà per vederci nel pomeriggio: evvai!!!

E proprio nel primo pomeriggio siamo andati a casa di Loretta e Claudio e sul cancello c’erano Claudio  e un bellissimo bernese ad aspettarci, che sorpresa quasi non riconoscevo più il mio fratellone Gregorio: quant’è cresciuto e come si è fatto bello! Ci siamo subito riconosciuti e abbiamo iniziato a rincorrerci nel suo giardino, che è proprio bello: Gregorio ha subito fatto gli onori di casa facendomi vedere i suoi angoli preferiti e io sentivo su di me lo sguardo preoccupato di Elisa, che aveva paura che volessi dar sfoggio di uno dei miei talenti: il giardinaggio. L’ho guardata per dirle “tranquilla, con un compagno di giochi come Gregorio chi si mette a far buche?!”.

Sabato pomeriggio siamo andati a Suvereto, un paesino medievale bellissimo, dove Claudio e Bryan, il fratello bipede di Gregorio, hanno partecipato a uno spettacolo: loro sono sbandieratori e sono bravissimi. Io avevo un po’ di timore per i tamburi, a cui non sono abituata, ma come ho visto che Gregorio non si preoccupava, mi sono tranquillizzata. E lui è stato proprio premuroso, si voltava sempre a vedere che lo seguissi, mi cercava, non mi perdeva d’occhio un attimo. Qui ho scoperto che, anche se di nome la Star sarei io, il mio fratellone non è da meno: anche se lo portava al guinzaglio mio papà Angelo, perché il suo papà era impegnato con gli sbandieratori, tutti lo riconoscevano e lo indicavano “ehi ma quello è Gregorio!” e si fermavano a coccolarlo. Allora Loretta mi presentava subito “ questa è Star, la sorella di Gregorio” e anch’io sono stata riempita di coccole. Questa è la magia dei Tricolor,siamo talmente belli e dolci che ci riconoscono ovunque e, in questi momenti, il pensiero corre più che mai alla Mammissima e al suo prezioso lavoro di selezione.

Tornati a casa di Gregorio ho conosciuto due persone fantastiche, che appartengono a tutti gli effetti alla Tricolor Family: Nonna Lucia e Devio, che sono i nonni di Gregorio. Eh sì dei veri nonni, perché quando Claudio e Loretta sono al lavoro, loro si occupano di Gregorio con la stessa cura con cui la mia mamma si occupa del suo nipotino Elder (e io naturalmente la aiuto tanto!). I nonni hanno subito fatto tanti complimenti anche a me e mi hanno coccolata. Alla sera le nostre famiglie hanno cenato insieme e brindato con il vino vinto dal mio fratellone, eh sì perché lui è una vera e propria stella a 4 zampe! Ha sfilato anche in passerella e ha delle foto in cravatta: sono proprio orgogliosa di lui.

La domenica mattina quando mi sono svegliata c’era di nuovo Gregorio, che bel modo di iniziare la giornata! Ci siamo fatti delle belle corse nel suo giardino e lui, premuroso, ha pensato che mi servisse una bella toelettata, così mi ha leccato tutta lisciandomi che nemmeno Aurora, la mia toelettatrice, mi fa così lucida. Abbiamo giocato anche con Bricioola, l’amichetta di Gregorio che vive con i suoi nonni: lei è più anziana di noi, come la Skunky, ma ha un carattere più morbido e mi è stata subito simpatica. Ho scoperto che Gregorio è molto premuroso con Briciola: qualche volta ha paura che lei si stanchi, allora la prende per la collottola e la trasporta lui…un vero gentleman mio fratello.

Poi siamo andati in spiaggia: per me era la prima volta che vedevo quello che poi ho scoperto essere il famoso mare. All’inizio, quando l’ho visto ho pensato “ehi, ma a questo fiume manca una sponda! Io sono abituata che ne hanno due e l’acqua (che ha me non piace molto) sta lì dentro”. Qui invece mi sa che s’erano dimenticati una sponda e infatti l’acqua arrivava fin sulla spiaggia, ma io, come mi ha insegnato il mio fratellone, mi son guardata bene dal farmi bagnare: camminavamo a pelo d’acqua, ma mai siamo entrati, nonostante Claudio ed Elisa cercassero di farci avvicinare ed entrare in acqua. Io e il mio fratellone ci siamo guardati e gli ho detto “tranquillo, so che Elisa va in piscina con Elder, quindi se la può cavare da sola” e via a giocare con la sabbia. La sabbia sì che mi ha divertito: ci siamo messi a scavare delle belle buche e che soddisfazione! Fare le buche nella sabbia è molto meno impegnativo che in giardino, così ci siamo proprio scatenati con Gregorio: lui carino mi ha aiutato a fare una bella buca in cui ho potuto sdraiarmi per riposare.

Tornati a casa di Gregorio i bipedi hanno mangiato in giardino gustando le prelibatezze che hanno preparato Loretta e Nonna Lucia (non è che possono passare qualche ricetta alla EaglePack???) mentre noi riposavamo dalle corse in spiaggia.

Purtroppo il momento dei saluti è arrivato troppo presto e siamo ripartiti carichi di doni tra cui un bell’orologio che Loretta ha fatto per Elisa con le conchiglie per ricordarle il mare (chissà cosa ci troverà in tutta quell’acqua???, io preferisco la sabbia, tant’è che a forza di rotolarmici ne ho portata via un bel po’ nel pelo! Per un momento io e Gregorio eravamo così impanati di sabbia che avrebbero potuto scambiarci per Leonberger ). Anche se i doni più belli sono i momenti che abbiamo condiviso e i ricordi che ci accompagneranno.

Mentre guardavo Gregorio e la sua famiglia dalla porta del camper avevo un nodo in gola, per fortuna li ho sentiti scambiarsi la promessa che in primavera Gregorio e i suoi bipedi verranno a trovarci a casa. Caspita dovrò darmi da fare per sistemare il giardino, perché ora è un po’ un cantiere con gli scavi aperti. E dovrò anche insegnare un po’ di buone maniere a Skunky, spiegandole di trattare bene il mio fratellone.

Quando ci siamo rimessi in strada ero un po’ abbacchiata e mi sono messa tranquilla tranquilla…dopo un’ora di viaggio ci siamo rifermati e quando si è aperta la porta del camper chi c’era? Un signore dal volto noto, Dario, il papà di Dakota, l’altro fratellone. L’abbiamo seguito a casa dove ci hanno accolti sua moglie Wally e loro figlia Silvia: sono stati carinissimi, mi hanno fatto una montagna di coccole, ci hanno accolti calorosamente e i bipedi si sono messi a chiacchierare come se si fossero salutati ieri e non ad agosto. Io mi sono messa tranquilla sul tappeto, ma continuavo a guardarmi in giro pensando “ehi, non vi sembra che manchi qualcuno??? Eh sì che Dako non è propriamente un chihuahua che si può nascondere…su dai niente scherzi, tirate fuori il fratellone che ci vogliamo divertire!”…ma i bipedi sembravano non essersi accorti che mancava qualcuno: mangiavano cioccolatini, chiacchieravano tra loro, sfogliavano album con le foto dei cani (eh sì perché le nostre famiglie sono particolari e ci trattano come membri della famiglia a tutti gli effetti…la Mammissima è proprio brava a scegliere i genitori cui affidarci…sembra che li scelga un po’ strani, ma a lei piacciono così, devono avere un po’ di sana follia per i Tricolor Bear per diventare componenti della Family a tutti gli effetti, per riuscire a fare quei discorsi che sono naturali tra di loro e che magari sembrano assurdi al resto del mondo) e ogni tanto sentivo Dario, Wally e Silvia dire “ma guarda quanto Star assomiglia a Dakota:la stessa mascherina,la stessa chiazza rosa sul mento, la stessa espressione, lo stesso ciuffetto di peli scuri sullo stesso dito della zampa,ecc….”. Ah bene, allora si ricordano di Dakota! Dai che non vedo l’ora di rivederlo e giocare un po’! A un certo punto io, Elisa e Silvia siamo partite con la macchina di Silvia e dopo un breve viaggio siamo arrivate in centro Viareggio. Parcheggiamo vicino a un’auto che non mi è nuova e chi scende??? Per un attimo ho un serio dubbio: il cane che mi sta davanti è tanto uguale a me che potrei essere io, con qualche centimetro di altezza in più e qualche chilo in più, ma per il resto proprio un mio gemello…fammi dare una sbirciata sotto la coda…ah ecco no c’è qualcosa in più della mia dotazione…è maschio questo, ma proprio maschio…è Dako! Ma quanto è cresciuto da agosto?! E che pelo? Ma gli fanno le extension? Perché ha un pelo bellissimo, lucido, folto e lungo. E che maestosità! Mentre camminiamo per strada si fermano tutti a guardarci e ci riempiono di complimenti. Ci sono degli amici di Silvia che la prendono in giro “ah è questo il tuo cucciolo?”, ma che ci vuoi fare per i nostri bipedi noi siamo sempre i loro cuccioli, anche se siamo cresciuti. La sera abbiamo cenato in un bel ristorante, Dako è stato un gentleman, mi ha ceduto il posto al ristorante, mentre lui è rimasto a riposare in auto. Al ristorante mi hanno accolta benissimo, perché sono la sorella di Dako e tutti sono entusiasti di lui e del suo bel carattere. Io mi sono messa tranquilla vicino al mio papà mentre sentivo le nostre famiglie ridere e chiacchierare, ricordando aneddoti della vita con me e Dako e pensavo “siamo proprio fortunati ad essere così importanti per loro”. A un certo punto la mamma di Dako si è avvicinata a me e ha detto “fatti fare due coccole da zia Wally”: in quel momento ho pensato “che la Tricolor Family è proprio una vera famiglia”. Non importa la lontananza geografica, perché l’amore per noi orsi tricolore ci unisce anche a distanza di chilometri ed è proprio vero, come dice una veterana della Family, che i parenti da parte di cane sono tra i più veri. Quando ci siamo salutati mi è venuta una grande malinconia, perché vorrei che questi momenti non finissero mai, ma mi sono consolata perché anche Dakota e la sua famiglia hanno promesso di venirci a trovare e già pregusto quei momenti.

Durante il viaggio di ritorno ho ripensato non solo ai momenti trascorsi con Gregorio e Dakota, ma anche a tutti i bellissimi momenti che ho condiviso con gli altri Tricolor nel corso dell’anno e ho rivolto un’altra richiesta a Babbo Natale “se puoi per favore, fai che si riesca ad organizzare un altro raduno Tricolor Bear, perché mi piacerebbe rivedere tutti gli altri Tricolor e incontrare i nuovi arrivi in famiglia: lo so che è un gran lavoro per la Mammissima, ma sarebbe un modo per riunirci tutti insieme in una giornata così come lo siamo sempre nei suoi pensieri”. E’ una richiesta impegnativa, ma sono sicura che è quella che ti rivolgerebbero anche gli altri Tricolor Bear. E con questo pensiero mi sono abbandonata ai sogni, fino a quando arrivata a casa un abbaiare squillante mi ha svegliato: era Skunky e il ritorno alla solita vita in famiglia, di cane fortunato e amato, come i miei fratelli e gli altri Tricolor Bear.

 

Un caloroso Bau Bau a tutti

Tricolor Bear International Star

 


I tricolorbear raccontano


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